C’era una volta…il tribunale stabiese

Ubi societas, ibi ius è una locuzione latina che significa “dove c’è una società (civile), lì vi è il diritto”. Ogni società non può che fondarsi sul diritto, non può esservi alcuna società (civile) che non avverta l’esigenza di regolamentarsi.

La locuzione deriva dalla frase “Ubi homo, ibi societas. Ubi societas, ibi ius. Ergo ubi homo, ibi ius”. (wikipedia)

Attorno  questo principio elementare si è sviluppata l’Antica Civiltà Romana, fino ad arrivare ai giorni nostri. Infatti, dalla grande città al piccolo villaggio, tutto si sviluppava attorno al proprio Foro, nel quale veniva amministrata anche la Giustizia. A quanto pare questo principio non ha più alcun valore.

Ebbene con l’adozione della delibera n. 49 del 03 Aprile 2014 dovremo riscrivere quest’ antico brocardo, “ Stabiae societas sine ius”, ovvero “Stabia, società senza diritto”… Ma cosa è successo?

Dopo la chiusura delle Terme di Stabia, gli uffici dell’ASL, il fallimento della Multiservizi, per non parlare poi dell’imminente trasferimento dell’Inps, Castellammare di Stabia resterà anche senza il Giudice di Pace. Se fosse un film, sarebbe intitolato “Stabia, città chiusa”!!

Che dire, gli Stabiesi ricorderanno il 2014 come  l’anno terribile segnato dal dissesto finanziario, dal fallimento delle principali attività produttive e dalla chiusura di alcuni uffici, essenziali almeno nella sostanza.

Il 29/04/2014 chiuderà anche il Giudice di Pace, che sarà trasferito a Torre Annunziata insieme agli uffici del Giudice di Pace di Gragnano e Pompei.

In sostanza, il piccolo ufficio del Giudice di Pace di Torre Annunziata, sito all’interno di un condominio, dovrà soddisfare l’esigenze di Giustizia di circa 235.204 abitanti, tra cui i circa 65.000 Stabiesi. Sono circa due anni che l’Avvocatura italiana nel suo complesso, incluso l’Avv. Nicola Cuomo (Sindaco di Castellammare di Stabia) ha intrapreso una lunga e dura battaglia contro i provvedimenti di riordino della geografia giudiziaria decisi dapprima dal Ministro Severino e confermate dal Ministro Cancellieri e, che hanno determinato la soppressione di numerose sedi distaccate di Tribunale, tra cui anche quella di Castellammare di Stabia, che già dal settembre 2013 non esiste più. La battaglia è continuata almeno per salvare gli uffici del Giudice di Pace, quali ultimi presidi di giustizia, con particolare riferimento a quei territori particolarmente problematici. In tutta Italia 297 Comuni hanno chiesto al Ministero della Giustizia il mantenimento del proprio Giudice di Pace e il neo insediato Ministro Orlando, anche cedendo alle continue proteste dell’Avvocatura Italiana, ha concesso a 285 Comuni su 297 che ne avevano fatta richiesta, il mantenimento degli Uffici Giudiziari, salvo la copertura delle spese che rimane in parte a carico degli Enti richiedenti (Comuni). Tra gli uffici salvati ci sarebbe quello del Giudice di Pace di Castellammare di Stabia. Sembrerebbe che il pericolo sia scampato, ma a distruggere gli entusiasmi dell’Avvocatura Stabiese, ci ha pensato il Sindaco Avv. Nicola Cuomo, che con la delibera di Giunta del 49 del 03/04/2014 ha decretato la chiusura dell’ufficio di Castellammare. Tale provvedimento ha suscitato le perplessità e l’indignazione dell’Avvocatura locale, la quale ha proclamato l’astensione dalle udienze dal 05/05/2014 e questo a seguito dell’incontro del 24 Aprile, presso quello che per ora è ancora il Palazzo di Giustizia di Castellammare, con il Sindaco Cuomo, il quale ha spiegato le ragioni della delibera n. 49 del 03/04/2014. In sostanza il Sindaco Cuomo avrebbe spiegato che le ragioni della chiusura del Giudice di Pace a Castellammare, sono ricercare nel Dissesto Finanziario dell’Ente, pertanto fino all’approvazione del Bilancio comunale riequilibrato, che avverrà presumibilmente nell’ultimo trimestre del 2014, non può prevedere alcuna spesa che non riguardi servizi essenziali, almeno senza incorrere nella cd. Responsabilità erariale. Quindi, ha spiegato Cuomo, il Dissesto finanziario del Comune gli avrebbe legato le mani, non consentendogli di salvare il Giudice di Pace e, questo perché il cd. Comparto Giustizia, per il TUEL (Testo Unico Enti Locali) non è un servizio essenziale per la città. Assurdo!!!!

Ebbene a questo punto è opportuno ricordare al Sig. Sindaco, che forse avrebbe dovuto essere più attento a quelle che sarebbero state le conseguenze del Dissesto finanziario, dichiarato in fretta senza una adeguata analisi delle reali finanze del Comune e soprattutto senza un adeguato contraddittorio. Inoltre va ricordato sempre al caro Sig. Sindaco, che solo 12 mesi fa’, in piena campagna elettorale veniva in Tribunale a Castellammare, assieme ai sui concorrenti Candidati Sindaco, a promettere il massimo impegno per mantenere l’importante presidio di Giustizia, ma come tutte le solite promesse fatte in campagna elettorale, tutto è finito in fumo!!! Indubbiamente, ora c’è poco da fare, il dado è tratto, il sindaco usa il dissesto finanziario del Comune per mascherare il proprio fallimento politico così come è avvenuto per il fallimento lampo della Castellammare Multiservizi S.p.A., anche in questo caso il Sindaco non si assume la responsabilità delle DECISIONI PRESE, lasciando parlare i dirigenti del Comune, come nel caso di specie, è il Segretario Generale del Comune che si prende fra le mani questa patata bollente, dichiarando che il mantenimento dell’ufficio Giudiziario non costituisce un servizio Essenziale. Ma allora la domanda sorge spontanea, il Sindaco di un Comune in Dissesto è forse Essenziale? Qual è l’utilità di un Uomo che, sebbene candidato per fare il Sindaco, non ha fatto altro che il Commissario Liquidatore del Comune?

Il Movimento 5 Stelle Stabia, esprime la solidarietà alla cittadinanza intera, che negli ultimi 12 mesi si è vista privata di tutti i servizi, da ultimo anche il Giudice di Pace.  Non è possibile rimanere in silenzio, di fronte alla chiusura di ogni centro di interesse pubblico e di ogni attività produttiva. A salvaguardia degli interessi collettivi dei cittadini Stabiesi, rappresentati anche dalle istanze espresse dall’Associazione Forense Stabiese, il Movimento 5 Stelle Stabia intende manifestare il proprio impegno di civiltà attraverso l’intervento del proprio Gruppo Parlamentare, al fine mantenere aperto l’Ufficio del Giudice di Pace, quale fondamentale presidio di legalità e giustizia, quanto mai necessario in una città di 65.000 abitanti come Castellammare.

Avv. Luca Fiore