Chi conosce il TTIP?

 

Parliamo del TTIP, ovvero il trattato di libero scambio in corso di negoziazione tra Europa e Stati Uniti. Di cosa si tratta nello specifico?

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Le trattative sono condotte nella più completa segretezza anche nei confronti del Parlamento Europeo, unica istituzione a Bruxelles eletta direttamente dai cittadini. Gli eurodeputati del M5S e di altri gruppi parlamentari europei chiedono da mesi più trasparenza senza ottenere risposta. In condizioni analoghe sono anche i colleghi del Congresso americano.

Quello che finirà sugli scaffali dei supermercati, e sulle nostre tavole, dipende da un trattato oscuro e misterioso. Contro cui stiamo lottando da mesi.

Nuova azione del M5S contro il Transatlatic Trade and Investment Partenership, meglio noto come TTIP, l’accordo di libero scambio commerciale tra USA e UE che potrebbe compromettere la qualità del nostro agroalimentare. A rischio anche altri settori strategici per l’Italia, dal manifatturiero al tessile, passando per la gestione dei beni e servizio fondamentali come quello idrico e sanitario.

I nostri appelli sono rimasti finora inascoltati, e anzi la volontà del Governo pare quella di accelerare, durante il semestre di presidenza europea, sugli accordi commerciali tra USA e UE, ritenendolo un passaggio strategico per l’Europa e Per l’Italia. Noi continuiamo ad esprimere con forza la nostra contrarietà a questo progetto e siamo soddisfatti per la calendarizzazione della nostra mozione che impegna il Governo a rivedere i termini dell’accordo, a tutelare il settore agroalimentare – quello più colpito – e a estromettere dall’accordo beni primari come la gestione dell’acqua pubblica. Così abbiamo detto a margine della discussione in Aula della mozione sul trattato TTIP.

“Siamo qui, ancora una volta, nell’aula di Montecitorio – ha detto Filippo Gallinella, primo firmatario dell’atto – per ribadire la nostra contrarietà al Trattato, che porterà certamente più danni che benefici nel nostro Paese, ma soprattutto per invitare una volta per tutto il Governo alla trasparenza, a riferire al Parlamento l’iter di questo accordo per evitare che, a giochi fatti, l’accordo si abbatta, con tutto il suo peso, sui cittadini senza alcun margine di intervento. Un pericolo che però non sembra essere percepito minimamente dal Governo che anzi guarda al TTIP come una scelta strategica non solo di libero scambio, ma anche culturale, senza capire che questo, specie in un ambito come l’agroalimentare, possa rappresentare un elemento di rischio della perdita della tradizione e della qualità – considerando la differenza nei controlli e nella normativa europea e statunitense”.

Ci auguriamo che i nostri impegni verranno accolti positivamente al più presto così da costringere il Governo ad informare le Camere, e quindi i cittadini, circa i termini e le criticità di questo accordo.